Valutazione Mario Schifano
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(Homs 1934 – Roma 1998)
Figura centrale della Pop Art italiana e della Scuola di Piazza del Popolo, Mario Schifano è tra i protagonisti assoluti dell’arte contemporanea del secondo Novecento.
Dopo l’apprendistato al Museo Etrusco di Villa Giulia, esordisce nel 1960 alla Galleria La Salita di Roma nella mostra “Cinque pittori romani” presentata da Pierre Restany. I suoi primi monocromi – superfici che evocano lo schermo fotografico – aprono la strada a un linguaggio innovativo, in cui compaiono numeri, marchi commerciali (Esso, Coca-Cola) e segnali stradali.
Nel 1962 espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra The New Realists, entrando in dialogo con la scena americana (Warhol, Johns). Seguono partecipazioni alla Biennale di Venezia (1964, 1978, 1982, 1984, 1993), alla Quadriennale di Roma e a importanti rassegne internazionali.
Negli anni Sessanta sviluppa cicli iconici come Paesaggi anemici, Ossigeno ossigeno, Tutte stelle, affiancando alla pittura il cinema sperimentale (16 e 35 mm) e performance multimediali.
Negli anni Settanta introduce i celebri Paesaggi TV, trasferendo su tela immagini televisive con emulsioni fotografiche e smalti industriali brillanti. La sua ricerca si apre a temi politici, ambientali e tecnologici.
Negli anni Ottanta e Novanta realizza grandi cicli pittorici (Ballerini, Gigli d’acqua, Architetture) e partecipa a mostre internazionali al Centre Pompidou di Parigi e al Guggenheim di New York.
Muore a Roma nel 1998. La sua produzione è oggi tutelata dall’Archivio Mario Schifano, fondato nel 2003.
Le sue opere, battute all'asta da Arcadia, rappresentano un punto fondamentale della pittura italiana post-bellica, combinando astratto, Pop Art e rivisitazioni storiche.