Valutazione Filippo Tagliolini
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Filippo Tagliolini (Fogliano di Cascia, 1745 – Napoli, 1809) è stato uno dei principali interpreti della scultura neoclassica applicata alla porcellana in Italia. Formatosi a Roma nell’ambiente tardo barocco, sviluppò presto un linguaggio aggiornato ai modelli archeologici e alla nuova sensibilità classicista che, nella seconda metà del Settecento, trovava in Roma e Napoli due centri fondamentali di elaborazione culturale.
Il momento decisivo della sua carriera coincide con il trasferimento a Napoli, dove nel 1780 fu nominato modellatore presso la Real Fabbrica Ferdinandea. Qui divenne il massimo specialista del cosiddetto biscuit, la porcellana non smaltata che, per la sua superficie opaca e marmorea, ben si prestava alla resa di rilievi e scene ispirate all’antico.
Tagliolini tradusse in porcellana l’estetica neoclassica diffusa dagli scavi di Ercolano e Pompei, realizzando placche, cammei, medaglioni e raffinati bassorilievi con soggetti mitologici, allegorici e tratti dalla glittica antica. Le sue composizioni si distinguono per equilibrio formale, eleganza lineare e nitidezza plastica, spesso caratterizzate da figure leggere e armoniose, impostate secondo modelli archeologici rielaborati con sensibilità moderna.
La sua produzione ebbe ampia diffusione presso le corti europee e contribuì in modo determinante a definire il prestigio internazionale della manifattura napoletana. Tagliolini seppe trasformare la porcellana in un mezzo scultoreo autonomo, elevandola da arte applicata a espressione pienamente coerente con i principi dell’ideale classico.
La sua opera rappresenta oggi una delle testimonianze più alte del Neoclassicismo italiano nel campo delle arti decorative.