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Coppia di fantasie architettoniche
Si riporta di seguito l'expertise del Prof. Luigi Salerno in data 9 dicembre 1982:
"I due dipinti ad olio su tela (cm 105x112 ciascuno) rappresentanti 'Fantasie architettoniche' sono a mio avviso opere certe di Viviano Codazzi, pittore nato a Bergamo nel 1603 o 1604 e morto nel 1670. (...).
I due quadri in esame sono databili con molta approssimazione nel periodo del soggiorno napoletano del Codazzi. Egli si stabilì a Napoli negli anni venti e fu attivo in quella città fino alla rivoluzione del 1647; ebbe allora come collaboratore, che eseguiva le figure nei suoi quadri, Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro, la cui mano è stata riconosciuta in dipinti del Codazzi nelle Gallerie Nazionali di Capodimonte (a Napoli) e nel Museo di Besançon. Poiché anche in questi due quadri le figure sono evidentemente dello Spadaro, essi vanno datati prima del 1647, direi intorno al 1640.
L'alta qualità di questi dipinti è pienamente apprezzabile anche grazie all'ottimo stato di conservazione. (...). Sarebbe però sconsigliabile separarli, perché proprio il Codazzi fu uno dei creatori dell'uso, poi divenuto più generale, dei quadri dipinti a pendante."
"I due dipinti ad olio su tela (cm 105x112 ciascuno) rappresentanti 'Fantasie architettoniche' sono a mio avviso opere certe di Viviano Codazzi, pittore nato a Bergamo nel 1603 o 1604 e morto nel 1670. (...).
I due quadri in esame sono databili con molta approssimazione nel periodo del soggiorno napoletano del Codazzi. Egli si stabilì a Napoli negli anni venti e fu attivo in quella città fino alla rivoluzione del 1647; ebbe allora come collaboratore, che eseguiva le figure nei suoi quadri, Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro, la cui mano è stata riconosciuta in dipinti del Codazzi nelle Gallerie Nazionali di Capodimonte (a Napoli) e nel Museo di Besançon. Poiché anche in questi due quadri le figure sono evidentemente dello Spadaro, essi vanno datati prima del 1647, direi intorno al 1640.
L'alta qualità di questi dipinti è pienamente apprezzabile anche grazie all'ottimo stato di conservazione. (...). Sarebbe però sconsigliabile separarli, perché proprio il Codazzi fu uno dei creatori dell'uso, poi divenuto più generale, dei quadri dipinti a pendante."
coppia di olii su tela
entrambi cm 110x116,5 - con cornice cm 127x133
Provenienza:
Vendita William Doyle Galleries Inc., New York, 24 settembre 1980, Evening Painting Sale, lotto 165 (unito con AL 24 come documentato in una fotografia presso la Frick Library); mercato dell’arte, Roma (Galleria Gasparrini, Roma, 1981); da cui acquisiti dall’attuale proprietario dal 1984
Vendita William Doyle Galleries Inc., New York, 24 settembre 1980, Evening Painting Sale, lotto 165 (unito con AL 24 come documentato in una fotografia presso la Frick Library); mercato dell’arte, Roma (Galleria Gasparrini, Roma, 1981); da cui acquisiti dall’attuale proprietario dal 1984
Bibliografia:
Chaucer, 1981, cat. 10 (Codazzi e Gargiulo); Briganti, 1983a, cat. 31, p. 691, ripr. p. 718 (Codazzi e Gargiulo); Marshall, 1988, p. 31, note 47, pl. 31a (Luciano); D. R. Marshall, Viviano and Niccolò Codazzi and the Baroque Architectural Fantasy, Jandi Sapi, Roma 1993, pp. 463, 464 ripr.
Dichiarazione di autenticità (Codazzi e Gargiulo) C. Gasparrini, Gasparrini Autiquari, Roma 1984
Chaucer, 1981, cat. 10 (Codazzi e Gargiulo); Briganti, 1983a, cat. 31, p. 691, ripr. p. 718 (Codazzi e Gargiulo); Marshall, 1988, p. 31, note 47, pl. 31a (Luciano); D. R. Marshall, Viviano and Niccolò Codazzi and the Baroque Architectural Fantasy, Jandi Sapi, Roma 1993, pp. 463, 464 ripr.
Dichiarazione di autenticità (Codazzi e Gargiulo) C. Gasparrini, Gasparrini Autiquari, Roma 1984
€ 7.000,00 / 14.000,00
Stima
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Roma, Palazzo Celsi, mer 4 Marzo 2026
TORNATA UNICA 04/03/2026 Ore 15:00
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