Valutazione Viviano Codazzi
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Biografia
Viviano Codazzi, nato a Valsassina nel 1604 e morto a Roma nel 1670, fu un celebre pittore italiano specializzato in paesaggi, prospettive architettoniche e vedute con rovine antiche. Attivo principalmente a Napoli e Roma, Codazzi si distinse per la sua maestria nel dipingere architetture fantasiose ma verosimili, spesso in collaborazione con altri artisti che aggiungevano le figure umane. A Napoli lavorò con Domenico Gargiulo, realizzando paesaggi con rovine dove lui curava le parti architettoniche e i fondali naturali, mentre Gargiulo inseriva i personaggi. Dopo la rivolta di Masaniello nel 1647, si trasferì definitivamente a Roma, collaborando con pittori come Antoine Gobau, Michelangelo Cerquozzi, Jan Miel, Filippo Lauri e Vicente Giner, fornendo sempre le strutture prospettiche nei dipinti collettivi. La sua opera influenzò profondamente il vedutismo successivo, tra cui Canaletto e Bernardo Bellotto, come dimostrato dalla sua veduta della Basilica di San Pietro del 1630, una delle ultime immagini della piazza senza il colonnato di Bernini e con le torri campanarie mai realizzate.
Tra le opere più rappresentative di Viviano Codazzi spiccano vedute architettoniche come La Basilica di Costantino con il Colosseo e S. Francesca Romana, olio su tela del 1653 firmato con monogramma VC, e coppie di interni di architetture come le eleganti logge di palazzi immaginari animate da personaggi, proposti in aste presso Arcadia. Pittore quadraturista eccezionale, Codazzi restituiva con nitida precisione aspetti minori delle città antiche, ponendosi come precursore del vedutismo settecentesco alla Canaletto o Gaspar van Wittel. In rari casi, come nella Basilica di Costantino analizzata da Giancarlo Sestieri, eseguì anche le figurine nelle proprie prospettive, un'attività ipotizzata da Roberto Longhi per opere come la Torre di San Vincenzo a Napoli. Suo figlio Niccolò Codazzi (1642-1693) seguì le sue orme come pittore di vedute e paesaggi, collaborando persino con il padre in alcune creazioni.
Le opere di Viviano Codazzi sono oggi oggetto di grande interesse nel mercato dell'arte antica, con quotazioni elevate in aste specializzate come quelle di casa d'aste Arcadia, che propone sue opere e seguaci in cataloghi di dipinti antichi. La sua capacità di fondere fantasia e realismo, illuminando archi sbrecciati, muri corrosi e monumenti antichi con una luce drammatica, continua a affascinare collezionisti e studiosi di arte barocca italiana.
Tra le opere più rappresentative di Viviano Codazzi spiccano vedute architettoniche come La Basilica di Costantino con il Colosseo e S. Francesca Romana, olio su tela del 1653 firmato con monogramma VC, e coppie di interni di architetture come le eleganti logge di palazzi immaginari animate da personaggi, proposti in aste presso Arcadia. Pittore quadraturista eccezionale, Codazzi restituiva con nitida precisione aspetti minori delle città antiche, ponendosi come precursore del vedutismo settecentesco alla Canaletto o Gaspar van Wittel. In rari casi, come nella Basilica di Costantino analizzata da Giancarlo Sestieri, eseguì anche le figurine nelle proprie prospettive, un'attività ipotizzata da Roberto Longhi per opere come la Torre di San Vincenzo a Napoli. Suo figlio Niccolò Codazzi (1642-1693) seguì le sue orme come pittore di vedute e paesaggi, collaborando persino con il padre in alcune creazioni.
Le opere di Viviano Codazzi sono oggi oggetto di grande interesse nel mercato dell'arte antica, con quotazioni elevate in aste specializzate come quelle di casa d'aste Arcadia, che propone sue opere e seguaci in cataloghi di dipinti antichi. La sua capacità di fondere fantasia e realismo, illuminando archi sbrecciati, muri corrosi e monumenti antichi con una luce drammatica, continua a affascinare collezionisti e studiosi di arte barocca italiana.