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Busto di Giovanni VIII Paleologo, intorno al 1439–1445

Busto in bronzo raffigurante l’imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo (Costantinopoli 1392 - Costantinopoli 1448), ritratto con lo Skiadion, il caratteristico copricapo con la tesa allungata, e la barba a punta. Il busto qui proposto deve – data la piena corrispondenza di qualità, tecnica, epoca della fusione e materia – inequivocabilmente essere associato a quello, raffigurante lo stesso soggetto, custodito presso i Musei Vaticani. Si tratta, in quest’ultimo caso, di un busto ritratto del Paleologo proveniente dal Palazzo di Propaganda Fide e ritenuto da autorevoli esperti opera eseguita da Antonio Averlino detto il Filarete nel XV secolo. Il busto dei Musei Vaticani è stato pubblicato come opera autografa del Filarete da M. Lazzaroni e A. Muñoz nel 1907; attribuzione da loro rimarcata anche l’anno successivo (Lazzaroni e Muñoz 1908) con l’inserimento della scultura nella monografia dedicata al Filarete. Successivamente, una fotografia dell’opera compare nel fondo fotografico di Federico Zeri, con implicita conferma all’attribuzione avanzata da Lazzaroni e Muñoz al Filarete (n. 71596). Nel 1986 J. Schuyler pubblica un contributo scientifico attribuendo l’opera a Donatello, e interrogandosi se si tratti del primo ritratto che lo scultore avrebbe eseguito sulla base di una persona vivente. Nel 2004 il busto viene esposto in una mostra al Metropolitan Museum of Art di New York, con il riferimento al Filarete o a Donatello (“attributed to Antonio Filarete or Donatello”) (M. G. 2004). Nel 2008 l’opera viene esposta in una mostra presso il Museo della Fondazione Roma e, anche in quest’occorrenza, è registrata nel catalogo con l’attribuzione al Filarete (Zaccaria 2008). 
Dopo una meticolosa osservazione di stile, lega impiegata, tecnica di fusione, spessore del bronzo, integrazioni a correzione dei difetti di fusione, rinettatura della superficie e tipo di patinatura impiegata, possiamo sostenere con certezza che il busto qui in esame, realizzato a fusione a getto unico, provenga dalla stessa officina, da un medesimo modello e da uno stesso contesto cronologico rispetto a quello conservato ai Musei Vaticani e di cui abbiamo sopra ricostruito la vicenda critica. Pertanto, ogni valutazione che interessi l’esemplare dei Musei Vaticani deve inequivocabilmente riguardare anche l’esemplare qua sottoposto a studio. Pensare all’esecuzione di più esemplari sulla base di uno stesso modello non sembra inopportuno considerando l’universalità del personaggio raffigurato: quel Giovanni VIII Paleologo imperatore di Bisanzio che tanto peso ebbe nelle dinamiche geopolitiche del tempo e nei rapporti fra Oriente e Occidente. Una datazione dei busti negli anni del Concilio di Ferrara – aperto a Ferrara nel 1438 e trasferito poi a Firenze nell’anno successivo e che vide la fondamentale partecipazione di Giovanni VIII nell’ottica dell’unione fra chiesa greca e latina – appare come la più convincente. Si tratterebbe, perciò, di una commissione di analoga sensibilità rispetto a quella che interessò il Pisanello nella realizzazione di una serie di medaglie con il ritratto di Giovanni VIII, e di cui i vari esemplari – uguali fra loro e tutti autografi – si custodiscono nei più importanti musei del mondo. In tal senso anche l’eventuale dinamica di serialità, per cui potremmo immaginare la volontà di inviare il busto presso figure eminenti, sedi di potentati o ambascerie, acquisirebbe una certa rilevanza storico-artistica. La presenza di altre varianti e derivazioni, deboli qualitativamente e realizzate in secoli successivi, non deve rientrare nelle considerazioni che qua si sono proposte: riflessioni, le nostre, che trovano fondamento nella raffinata esecuzione dei due busti (quello conservato ai Vaticani e quello qua proposto) e nella loro indiscutibile equivalenza di stile, epoca, qualità.
bronzo brunito
cm 47x42x25
Bibliografia:
M. Lazzaroni, A. Muñoz, Opere ignote di Antonio Filarete. Il ritratto dell’Imperatore Giovanni Paleologo in “Rivista d’Arte”, gennaio, 1907; 5, 7; pp. 103-111
M. Lazzaroni, A. Muñoz, Filarete, scultore e architetto del secolo XV: con 130 incisioni e 24 tavole, Roma 1908, pp. 126-131
J. Schuyler, Emperor John VIII Paleologus. Donatello’s first portrait bust of a living person? In “Source”, New York, 5.1986, 3, pp. 27-32.
M. G. scheda opera in Byzantium. Faith and Power (1261 - 1557), H. C. Evans (a cura di), New Haven 2004, p. 534
C. Zaccaria scheda opera in “Il ‘400 a Roma. La rinascita delle arti da Donatello a Perugino”, M. G. Bernardini e M. Bussagli (a cura di), Milano 2008, pp. 211-212


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