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Quam Raptim ad Sublimia, 1969

Lo striscione in tessuto reca, in vernice metallizzata di colore bronzo, la frase latina Quam Raptim ad Sublimia (Quanto prima verso il sublime), originariamente incisa nel pavimento marmoreo della Sala VIII della Nuova Pinacoteca Vaticana.

L’opera si inserisce in un nucleo fondamentale della ricerca di Giulio Paolini, incentrato sull’uso della citazione e sulla riflessione tra linguaggio, memoria e rappresentazione. La scelta della lingua latina introduce un cortocircuito concettuale: la forma pubblica e dichiarativa dello striscione si confronta con un contenuto che resta, per sua natura, distante e non pienamente accessibile, trasformando la comunicazione in enigma e la visione in esperienza mentale.

Originariamente concepita per uno spazio esterno, l’opera trova la sua forma espositiva più compiuta nell’allestimento adottato dall’artista a partire dagli anni Duemila: il tessuto sospeso alla parete, con una estremità posta a circa 180–200 cm e lasciato ricadere liberamente al suolo, rivela la scritta solo parzialmente, accentuandone il carattere elusivo.

La rilevanza del lavoro è attestata da una consolidata presenza espositiva internazionale, tra cui spicca l’inclusione nella mostra Imagine. Nuove immagini nell’arte italiana 1960–1969 presso la Peggy Guggenheim Collection (2016), che ne sancisce il pieno riconoscimento museale.
Vernice metallizzata color bronzo su tessuto di cotone
cm 420x65 (striscione disteso). Misure variabili a seconda dell'allestimento
Provenienza:
Gian Enzo Sperone, Roma
Galleria Massimo Minini, Brescia
Gaetano Benatti, Torino
Studio la Città, Verona
Coll. Privata, Verona
Coll. Privata, Vicenza
Esposizioni:
1979, New York, Banco (Galleria Massimo Minini) c/o Hal Bromm Gallery, Alighiero Boetti, Paolo Icaro, Mario Merz, Giulio Paolini, Michele Zaza, 10 marzo - 7 aprile.
1993, Salisburgo, Galerie Thaddaeus Ropac, Utopia. Arte italiana 1950-1993, 24 luglio - 31 agosto, citato come esposto p. 137 n. 68, ripr. col. p. 103.
2005, Chicago, Rhona Hoffman Gallery, Calzolari, Fontana, Garutti, Manzoni, Paolini, Pistoletto, Spalletti, 29 aprile - 4 giugno.
2012, New York, Leonard Hutton Galleries, The Memory of White, 18 ottobre - 30 novembre, ripr. col. p. 27 (allestimento presso Studio La Città, Verona).
2016, Venezia, Peggy Guggenheim Collection, Imagine. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969, 23 aprile - 19 settembre, ripr. col. p. 223 (allestimento presso Studio La Città, Verona), riferimento nel testo di F. Pola p. 196.
2018, Milano, Galleria Fumagalli, Giulio Paolini. Teoria delle apparenze. Opere 1969-2015, 16 gennaio - 14 aprile, ripr. col. pp. 27, 54-55, 66-67, 70-73 (vedute dell’opera in mostra), riferimento nel testo di A. Madesani pp. 6-7 (italiano) / 11 (inglese).
2019-2020, Verona, Studio La Città, Quello che non ho venduto... 50 anni. Una storia, 7 dicembre 2019 - 15 febbraio 2020
2022, Miami, Piero Atchugarry, 50 Years, a Day. Studio la Città, a Story, 2 aprile - 27 luglio 2022.
Bibliografia:
Giulio Paolini. Werke und Schriften 1960-1980, Kunstmuseum Luzern, Lucerna 1981, ripr. s.p.
Gian Enzo Sperone. Torino Roma New York 35 anni di mostre tra Europa e America, Hopefulmonster editore, Torino 2000, vol. 1, ripr. p. 33.
Giulio Paolini 1960-1972, a cura di G. Celant, Fondazione Prada, Milano 2003, ripr. p. 271.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 184, p. 199, ripr.
S. Smets, Looking at Latin 1911–1965–2019, in “Jolcel”, magazine online semestrale, n. 8, Gand, 2023, pp. 115-117, ripr. col. p. 114.
€ 80.000,00 / 120.000,00
Stima
Asta Live 212

Arte Moderna e Contemporanea

Roma, Palazzo Celsi, mar 9 Giugno 2026
TORNATA UNICA 09/06/2026 Ore 15:00
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