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Coppia di tavolini in bronzo dorato con piano circolare in commesso geometrico di marmi rari, opera di Stefano Atticciati, fine del XVIII secolo

Piani in marmi antichi con iscrizione latina attestante la provenienza da rovine romane di età tiberiana e data 1788, caratterizzati da una raffinata varietà cromatica ottenuta mediante il reimpiego di materiale antico, inseriti in un telaio lineare sorretto da tre gambe incurvate terminanti a zoccolo caprino, abbellite all'attaccatura da mascheroni classici e riunite fra loro da una traversa sormontata da un vaso. Entrambe i piani recano, lungo il bordo esterno, un’iscrizione latina incisa, di gusto antiquario, volta a documentare la provenienza e la data di posa in opera: "In Rvinis Tiberianis Hanc Marmoris Antiqvi Varietatem S.A.F. A.D. MDCCLXXXVLIII". L’iscrizione, redatta con grafia arcaizzante (uso della V al posto della U), è da riferirsi a una pratica erudita tipica della seconda metà del XVIII secolo. L’espressione “In ruinis Tiberianis” indica la provenienza del marmo da rovine romane attribuite all’età dell’imperatore Tiberio, richiamando un contesto imperiale di alto prestigio. La formula “hanc marmoris antiqui varietatem” sottolinea il carattere antico del materiale, mentre la sigla S.A.F. è da interpretare non come “S(ua) A(uctoritate) F(ecit)” oppure “S(ibi) A(dsumptum) F(ecit)”, cioè [qualcuno] fece/realizzò ma come firma del marmista napoletano Stefano Atticciati. La data A.D. 1788 documenta l’anno di esecuzione del piano.
L’insieme si inserisce nella produzione destinata al mercato dei Grand Tourists, quando piani di tavolo e manufatti in marmo antico venivano corredati da iscrizioni pseudo-epigrafiche con funzione celebrativa e certificativa. In questo contesto, documenti d’archivio riferiscono che Stefano Atticciati e la sua famiglia erano coinvolti all’attività di marmisti e alla movimentazione di marmo pregiato in ambito reale. Non risultano documenti storici consultabili o nelle biografie d’archivio che riportino con certezza la data di nascita di Stefano Atticciati. Quanto emerge dagli studi è che fosse attivo nella seconda metà del Settecento fino al 1808, anno della sua morte, riportato in documentazione archivistica relativa alla sua attività come restauratore e addetto ai lavori sui marmi nel Museo di Napoli e nei cantieri reali
cm 75x75 - il piano diametro cm 70
€ 4.000,00 / 6.000,00
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