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Coppia di piccole credenze in legno ebanizzato con ricca ornamentazione di bronzi e placche in commesso di marmi, attribuibili ad Adam Weisweiler, Francia, fine del XVIII secolo
Struttura architettonica rifinita superiormente da piano in marmo verde, ognuna reca fascia decorata da incrostazioni alla maniera di Boulle, centrata da un cassetto con placca musiva raffigurante una veduta paesaggistica con architetture classiche provenienti dalle officine granducali fiorentine. La facciata di ciascun mobile reca uno sportello centrato da un ampio medaglione circolare in bronzo brunito raffigurante rispettivamente una ninfa che suona una doppia zampogna, con un bimbo alle sue spalle, ad un satiro bambino che danza e suona le nacchere, ed una baccante con Dioniso bambino che cavalca un giovane fauno, entrambe da Claude Michel Clodion (Nancy 1738 - Parigi 1814). I soggetti, differenti ma coerenti, sono concepiti in modo complementare e pensati per dialogare visivamente secondo il principio del pendant. Colonne angolari scanalate con manicotti in bronzo dorato, piedi troncoconici con terminali dorati.
Per la rigorosa impostazione architettonica, per l’inserimento di pannelli figurativi in marmo e la sobria eleganza decorativa, questa coppia di "meubles d’appui" richiama modelli affini a quelli realizzati da Adam Weisweiler (1744 - 1820) con la collaborazione del "marchand-mercier" parigino Dominique Daguerre ( ? - 1796) per l’aristocrazia francese e per la corte. La loro sinergia rappresenta uno degli esempi più emblematici del funzionamento del lusso artistico nella Parigi di fine Settecento, un sistema fondato sull’interazione strettissima tra progettazione, manifattura e commercio.
Adam Weisweiler, attivo soprattutto dagli anni Ottanta del XVIII secolo (ottenne la maitrise nel 1778), fu uno dei più raffinati ebanisti del periodo di transizione tra Luigi XVI e Direttorio. Come molti grandi ebanisti del tempo, non lavorava in isolamento: una parte fondamentale del suo successo derivò dal rapporto con i marchand-merciers, intermediari di lusso che commissionavano, finanziavano, assemblavano e soprattutto vendevano le opere ai clienti più prestigiosi. Tra questi, Dominique Daguerre occupa un posto centrale. Successore di Simon-Philippe Poirier, Daguerre fu uno dei più potenti marchand-merciers della sua generazione, con una clientela che spaziava dall’aristocrazia francese alla nobiltà britannica, fino alla corte spagnola. Stabilitosi anche a Londra negli anni turbolenti della Rivoluzione francese, Daguerre seppe adattare il gusto parigino ai mercati internazionali, diventando un vero ambasciatore dello stile francese. Non è quindi da escludere che le finiture ed applicazioni in bronzo siano opera di François Rémond (Parigi 1747 ca. - Parigi 1812) uno dei più stimati doratori, intagliatori e fonditori di bronzo del suo tempo che produsse opere molto richieste dalla corte reale accettando numerose commissioni da Daguerre.
cm 93x69x38
Bibliografia:
Bibliografia di confronto:
P. Lemonnier, Weisweiler, Parigi, 1983, p. 69, cat. 69
Bibliografia di confronto:
P. Lemonnier, Weisweiler, Parigi, 1983, p. 69, cat. 69
S. Bennett e C. Sargentson ed., "Arte francese del diciottesimo secolo all'Huntington", New Haven, 2008, pp. 112-3
W. Koeppe ed., "Arte della corte reale", Metropolitan Museum of Art, cat. mostra, New Haven, 2008, pp. 91-2, fig. 100-101
€ 12.000,00 / 20.000,00
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