Evaluation Antonietta Raphael Mafai
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biography
Antonietta Raphaël Mafai, nata a Kaunas nel 1895 e morta a Roma nel 1975, è stata una pittrice e scultrice lituana naturalizzata italiana, figura centrale della scena artistica del Novecento e tra le protagoniste della Scuola Romana. La sua formazione cosmopolita, tra Lituania, Londra, Parigi e Roma, ha contribuito a definire un linguaggio originale, lontano dall’accademismo e caratterizzato da una forte intensità espressiva.
Trasferitasi a Londra con la madre nel 1905, studiò pianoforte alla Royal Academy of Arts e lavorò anche come insegnante di musica, avvicinandosi nel contempo agli ambienti artistici e intellettuali della città. Dopo la morte della madre nel 1919 lasciò Londra per Parigi, dove rimase fino al 1924, per poi stabilirsi a Roma. Qui frequentò l’Accademia di Belle Arti nel 1925 e conobbe Mario Mafai, con cui intrecciò un lungo sodalizio umano e artistico.
A Roma, insieme a Mafai e a Gino Bonichi, detto Scipione, contribuì alla nascita del gruppo di Via Cavour, nucleo fondativo di quella che sarebbe divenuta la Scuola Romana. La sua pittura, di matrice espressionista, si distingue per l’uso di colori fauve, per la forza visionaria e per il richiamo alla memoria ebraica e alla dimensione interiore. Accanto alla pittura, sviluppò un importante percorso nella scultura, soprattutto nel secondo dopoguerra, con un approccio vigoroso e antiaccademico che ne conferma la statura innovativa.
Nel corso della sua carriera ottenne riconoscimenti e fu progressivamente rivalutata dalla critica, in particolare a partire dagli anni Cinquanta. Le restrizioni imposte dalle leggi razziali fasciste la costrinsero a lasciare Roma nel 1939, ma nel dopoguerra tornò a essere presente nelle principali sedi espositive italiane, dalla Quadriennale di Roma alla Biennale di Venezia. La sua opera, oggi molto ricercata nel mercato dell’arte, è strettamente legata alla storia dell’arte italiana del XX secolo e all’evoluzione della pittura e scultura espressionista.
Trasferitasi a Londra con la madre nel 1905, studiò pianoforte alla Royal Academy of Arts e lavorò anche come insegnante di musica, avvicinandosi nel contempo agli ambienti artistici e intellettuali della città. Dopo la morte della madre nel 1919 lasciò Londra per Parigi, dove rimase fino al 1924, per poi stabilirsi a Roma. Qui frequentò l’Accademia di Belle Arti nel 1925 e conobbe Mario Mafai, con cui intrecciò un lungo sodalizio umano e artistico.
A Roma, insieme a Mafai e a Gino Bonichi, detto Scipione, contribuì alla nascita del gruppo di Via Cavour, nucleo fondativo di quella che sarebbe divenuta la Scuola Romana. La sua pittura, di matrice espressionista, si distingue per l’uso di colori fauve, per la forza visionaria e per il richiamo alla memoria ebraica e alla dimensione interiore. Accanto alla pittura, sviluppò un importante percorso nella scultura, soprattutto nel secondo dopoguerra, con un approccio vigoroso e antiaccademico che ne conferma la statura innovativa.
Nel corso della sua carriera ottenne riconoscimenti e fu progressivamente rivalutata dalla critica, in particolare a partire dagli anni Cinquanta. Le restrizioni imposte dalle leggi razziali fasciste la costrinsero a lasciare Roma nel 1939, ma nel dopoguerra tornò a essere presente nelle principali sedi espositive italiane, dalla Quadriennale di Roma alla Biennale di Venezia. La sua opera, oggi molto ricercata nel mercato dell’arte, è strettamente legata alla storia dell’arte italiana del XX secolo e all’evoluzione della pittura e scultura espressionista.